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	<title>Ifigenia in Aulide</title>
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	<description>Chi non ha trovato qualcosa per cui morire, non ha ancora iniziato a vivere (Martin Luther King)</description>
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		<title>Ifigenia in Aulide</title>
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		<title>Sii tu il cambiamento che vuoi</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Oct 2011 09:50:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diemme</dc:creator>
				<category><![CDATA[Solidarietà]]></category>
		<category><![CDATA[assertività]]></category>
		<category><![CDATA[azione]]></category>
		<category><![CDATA[rimbocchiamoci le maniche]]></category>
		<category><![CDATA[sii tu il cambiamento che vuoi]]></category>

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		<description><![CDATA[Riprendo questi due post scritti il primo da Giraffa, il secondo da Marta, per ribadire un concetto sul quale batto sempre: il cambiamento dipende anche da noi, parte da noi: noi, volendo, possiamo. Sii tu il cambiamento che vuoi, cominciamo &#8230; <a href="http://ifigeniainaulide.wordpress.com/2011/10/08/sii-tu-il-cambiamento-che-vuoi/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ifigeniainaulide.wordpress.com&amp;blog=6743817&amp;post=152&amp;subd=ifigeniainaulide&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riprendo questi due post scritti il primo da Giraffa, il secondo da Marta, per ribadire un concetto sul quale batto sempre: il cambiamento dipende anche da noi, parte da noi: noi, volendo, possiamo.</p>
<p>Sii tu il cambiamento che vuoi, cominciamo a cambiare le cose, poi altre persone si aggiungeranno, altri mezzi si troveranno.</p>
<p><a href="http://lagiraffa.wordpress.com/2011/09/27/grazie-bellissimo-colibri/" target="_blank">Il post di Giraffa</a>:</p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://ifigeniainaulide.wordpress.com/2011/10/08/sii-tu-il-cambiamento-che-vuoi/"><img src="http://img.youtube.com/vi/IGMW6YWjMxw/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p>Forse la favola che lei stessa racconta nel video, fa capire chi era Wangari Maathai, un piccolo, grande colibrì:</p>
<p><em>È la storia di un colibrì e di un’immensa foresta divorata dal fuoco. Tutti gli animali escono dalla foresta e rimangono  paralizzati, mentre guardano la foresta bruciare e sentono di essere impacciati, impotenti, tranne un piccolo colibrì. Lui dice “devo fare qualcosa per questo fuoco” e così vola fino al torrente più vicino prende un po’ d’acqua e la butta sul fuoco, e va su e giù, su e giù più veloce che può. Nel frattempo, tutti gli altri animali, alcuni di loro molto grossi, come gli elefanti, con una grande proboscide, che potrebbero portare molta più acqua, stanno lì, impotenti, inermi, e dicono al colibrì: ma cosa pensi di fare? Sei troppo piccolo! Questo incendio è troppo grande, le tue ali sono piccole, il tuo becco è così piccolo, puoi portare solo un po’ d’ acqua alla volta. Ma mentre loro continuano a scoraggiarlo, lui torna da loro, senza perdere tempo, e dice: “io faccio del mio meglio e questo, secondo me, è quello che ognuno di noi dovrebbe fare”. Tutti noi dovremmo sempre fare come il colibrì. Io posso sentirmi insignificante, ma di sicuro non voglio essere come gli altri animali della foresta, che guardano mentre il pianeta va in fumo. Io sarò un colibrì e farò del mio meglio.</em></p>
<p>****</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://godblessmarta.wordpress.com/2011/09/21/cambiare-le-cose/" target="_blank">Il post di Marta</a>:</p>
<p><img title="bambino con stella marina" src="http://ifigeniainaulide.files.wordpress.com/2011/10/bambino-con-stella-marina.jpg?w=200&#038;h=300" alt="" width="200" height="300" /></p>
<p><em>«Un giorno una tempesta terribile si abbattè sulla costa, scaraventando sulla riva migliaia e migliaia di stelle marine che restavano immobili e morivano sulla spiaggia. Tutti stavano a guardare esterrefatti e nessuno faceva niente. Tra la gente, tenuto per mano dal papà, c’era anche un bambino che fissava le piccole stelle di mare. All’improvviso lasciò la mano del padre, si chinò, ne raccolse tre e le riportò in acqua, poi corse indietro e ripetè la cosa… un uomo che era lì gli disse: “ci sono migliaia di stelle marine su questa spiaggia, non puoi salvarle tutte, e lo stesso succede su tante altre spiagge. Inutile, non puoi cambiare le cose”. Il bambino si chinò a raccogliere un’altra stella e gettandola in acqua rispose: “Ho cambiato le cose per questa qui”. L’uomo fece lo stesso… poi furono in quattro, poi in cento, poi migliaia di persone che buttavano stelle di mare in acqua.»</em></p>
<p><em>dal libro “Il seme di Nasiriyah. Giuseppe Coletta, il brigadiere dei bambini”  - Lucia Bellaspiga</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ifigeniainaulide.wordpress.com/152/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ifigeniainaulide.wordpress.com/152/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ifigeniainaulide.wordpress.com/152/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ifigeniainaulide.wordpress.com/152/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ifigeniainaulide.wordpress.com/152/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ifigeniainaulide.wordpress.com/152/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ifigeniainaulide.wordpress.com/152/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ifigeniainaulide.wordpress.com/152/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ifigeniainaulide.wordpress.com/152/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ifigeniainaulide.wordpress.com/152/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ifigeniainaulide.wordpress.com/152/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ifigeniainaulide.wordpress.com/152/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ifigeniainaulide.wordpress.com/152/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ifigeniainaulide.wordpress.com/152/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ifigeniainaulide.wordpress.com&amp;blog=6743817&amp;post=152&amp;subd=ifigeniainaulide&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>La matita</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Jan 2011 13:36:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diemme</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il bene e il male]]></category>
		<category><![CDATA[la matita]]></category>
		<category><![CDATA[nelle mani di Dio]]></category>
		<category><![CDATA[Paulo Coelho]]></category>
		<category><![CDATA[rivisitazione di un testo]]></category>

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		<description><![CDATA[Il bambino guardava la nonna che stava scrivendo una lettera. A un certo punto, le domandò: “Stai scrivendo una storia che è capitata a noi? E che magari parla di me.” La nonna interruppe la scrittura, sorrise e disse al &#8230; <a href="http://ifigeniainaulide.wordpress.com/2011/01/19/la-matita/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ifigeniainaulide.wordpress.com&amp;blog=6743817&amp;post=143&amp;subd=ifigeniainaulide&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-145" title="matita_bn" src="http://ifigeniainaulide.files.wordpress.com/2011/01/matita_bn.jpg?w=300&#038;h=219" alt="" width="300" height="219" />Il bambino guardava la nonna che stava scrivendo una lettera. A un certo punto, le domandò:</p>
<p>“Stai scrivendo una storia che è capitata a noi? E che magari parla di me.”</p>
<p>La nonna interruppe la scrittura, sorrise e disse al nipote:</p>
<p>“E’ vero, sto scrivendo qualcosa di te. Tuttavia, più importante delle parole, è la matita con la quale scrivo. Vorrei che la usassi tu, quando sarai cresciuto.”</p>
<p>Incuriosito, il bimbo guardò la matita, senza trovarvi alcunché di speciale.</p>
<p>“Ma è uguale a tutte le altre matite che ho visto nella mia vita!”</p>
<p>“Dipende tutto dal modo in cui guardi le cose. Questa matita possiede cinque qualità: se riuscirai a trasporle nell’esistenza, sarai sempre una persona in pace con il mondo.</p>
<p><strong>Prima qualità</strong>: puoi fare grandi cose, ma non devi mai dimenticare che esiste una Mano che guida i tuoi passi. Dio: ecco come chiamo questa mano! Egli deve condurti sempre verso la Sua volontà.<br />
<strong>Seconda qualità</strong>: di tanto in tanto, devo interrompere la scrittura e usare il temperino. E’ un’azione che provoca una certa sofferenza alla matita ma, alla fine, essa risulta più appuntita. Ecco perché devi imparare a sopportare alcuni dolori: ti faranno diventare un uomo migliore.<br />
<strong>Terza qualità</strong>: il tratto della matita ci permette di usare una gomma per cancellare ciò che è sbagliato. Correggere un’azione o un comportamento non è necessariamente qualcosa di negativo: anzi, è importante per riuscire a mantenere la retta via della giustizia.<br />
<strong>Quarta qualità</strong>: ciò che è realmente importante nella matita non è il legno o la sua forma esteriore, bensì la grafite della mina racchiusa in essa. Dunque, presta sempre attenzione a quello che accade dentro di te.<br />
Ecco la <strong>quinta qualità</strong> della matita: essa lascia sempre un segno. Allo stesso modo, tutto ciò che farai nella vita lascerà una traccia:di conseguenza, impegnati per avere piena coscienza di ogni tua azione.”</p>
<p><em>Paulo Coelho</em></p>
<p>Questo racconto è stato letto oggi sul blog di &#8220;<a href="http://rossanamorandini.wordpress.com/2010/08/19/la-matita/">PennelliRibelli</a>&#8220;. Ne ho trovate in rete varie altre versioni, più o meno analoghe a questa:</p>
<blockquote><p>In principio il fabbricante di matite disse alla matita:</p>
<p>&#8220;Ci sono cinque cose che io voglio che tu sappia prima di mandarti nel mondo. Ricordatele e sarai la matita migliore&#8221;.</p>
<p>1) Sarai capace di fare tante cose, ma solo se sarai nelle mani di qualcuno.</p>
<p>2) Sarai temperato con dolore da un momento all&#8217;altro, ma questo farà di te una matita migliore.</p>
<p>3) Sarai in grado di correggere gli sbagli che avrai commesso.</p>
<p>4) La parte più importante di te è ciò che hai dentro di te.</p>
<p>﻿5) E, in qualsiasi situazione ti troverai, dovrai continuare a scrivere. E dovrai lasciare, sempre e a tutti i costi, una traccia sul tuo cammino che sia un segno chiaro e comprensibile a tutti.</p>
<p>La matita capì tutto quello che gli era stato detto ed entrò nell&#8217;astuccio preparandosi così ad entrare nel mondo, avendo compreso lo scopo della sua esistenza.</p>
<p>TU SEI COME LA MATITA: se ricorderai sempre e non dimenticherai queste 5 cose diventerai ogni giorno una persona migliore.</p>
<p>1) Sarai in grado di fare grandi cose, ma solo se ti metterai nelle mani di Dio per essere un dono per gli altri.</p>
<p>2) Sarai temperato dolorosamente da un momento all&#8217;altro, attraverso le difficoltà che incontrerai sul tuo cammino, ma questo farà di te una persona più forte.</p>
<p>3) Sarai in grado di correggere i tuoi errori e crescere grazie ad essi.</p>
<p>4) La parte più importante di te è ciò che porti dentro te.</p>
<p>5) Qualsiasi strada prenderai, dovrai lasciare un segno. E, a prescindere dalle circostanze, servi Dio in ogni cosa.</p>
<p>Ognuno di noi è come una matita, è stato creato per uno scopo speciale.<br />
Comprendendo e ricordando questo, continuiamo il nostro cammino.</p>
<p>Sei stato creato per fare grandi cose!</p>
<p>(Liberamente tratto da &#8220;Così scorre il fiume&#8221;, di Paulo Coelho)</p></blockquote>
<p>Beh, che dirvi, a me la forzatura religiosa di questa seconda versione mica è piaciuta tanto!</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ifigeniainaulide.wordpress.com/143/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ifigeniainaulide.wordpress.com/143/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ifigeniainaulide.wordpress.com/143/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ifigeniainaulide.wordpress.com/143/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ifigeniainaulide.wordpress.com/143/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ifigeniainaulide.wordpress.com/143/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ifigeniainaulide.wordpress.com/143/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ifigeniainaulide.wordpress.com/143/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ifigeniainaulide.wordpress.com/143/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ifigeniainaulide.wordpress.com/143/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ifigeniainaulide.wordpress.com/143/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ifigeniainaulide.wordpress.com/143/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ifigeniainaulide.wordpress.com/143/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ifigeniainaulide.wordpress.com/143/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ifigeniainaulide.wordpress.com&amp;blog=6743817&amp;post=143&amp;subd=ifigeniainaulide&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Le tre domande (di Lev Tolstoj)</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Jan 2010 09:58:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diemme</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il bene e il male]]></category>
		<category><![CDATA[Solidarietà]]></category>

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		<description><![CDATA[Le tre domande (di Lev Tolstoj) Un giorno, un certo imperatore pensò che se avesse avuto la risposta a tre domande, avrebbe avuto la chiave per risolvere qualunque problema:   •  Qual è il momento migliore per intraprendere qualcosa?   &#8230; <a href="http://ifigeniainaulide.wordpress.com/2010/01/01/le-tre-domande-di-lev-tolstoj/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ifigeniainaulide.wordpress.com&amp;blog=6743817&amp;post=132&amp;subd=ifigeniainaulide&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-135" title="18th_century_dowser_rabdomante" src="http://ifigeniainaulide.files.wordpress.com/2010/01/18th_century_dowser_rabdomante.jpg?w=285&#038;h=450" alt="" width="285" height="450" /><strong>Le tre domande</strong> (di Lev Tolstoj)</p>
<p>Un giorno, un certo imperatore pensò che se avesse avuto la risposta a tre domande, avrebbe avuto la chiave per risolvere qualunque problema:<br />
 <br />
•  Qual è il momento migliore per intraprendere qualcosa?  <br />
•  Quali sono le persone più importanti con cui collaborare?<br />
•  Qual è la cosa che più conta sopra tutte?<br />
 <br />
L&#8217;imperatore emanò un bando per tutto il regno annunciando che chi avesse saputo rispondere alle tre domande avrebbe ricevuto una lauta ricompensa. Subito si presentarono a corte numerosi aspiranti, ciascuno con la propria risposta.</p>
<p>Riguardo alla prima domanda, un tale gli consigliò  di preparare un piano di lavoro a cui attenersi rigorosamente, specificando l&#8217;ora, il giorno, il mese e l&#8217;anno da riservare a ciascuna attività. Soltanto allora avrebbe potuto sperare di fare ogni cosa al momento giusto.</p>
<p>Un altro replicò che era impossibile stabilirlo in anticipo; per sapere cosa fare e quando farlo, l&#8217;imperatore doveva rinunciare a ogni futile svago e seguire attentamente il corso degli eventi.</p>
<p>Qualcuno era convinto che l&#8217;imperatore non poteva essere tanto previdente e competente da decidere da solo quando intraprendere ogni singola attività; la cosa migliore era istituire un Consiglio di esperti e rimettersi al suo parere.</p>
<p>Qualcun altro disse che certe questioni richiedono una decisione immediata e non lasciano tempo alle consultazioni; se però voleva conoscere in anticipo l&#8217;avvenire, avrebbe fatto bene a rivolgersi ai maghi e agli indovini.</p>
<p>Anche alla seconda domanda si rispose nel modi più disparati.<br />
Uno disse che l&#8217;imperatore doveva riporre tutta la sua fiducia negli amministratori, un altro gli consigliò di affidarsi al clero e ai monaci; c&#8217;era chi gli raccomandava i medici e chi si pronunciava in favore dei soldati.</p>
<p>La terza domanda suscitò di nuovo una varietà di pareri. Alcuni dissero che l&#8217;attività più importante era la scienza. Altri insistevano sulla religione. Altri ancora affermavano che la cosa più importante era l&#8217;arte militare.</p>
<p>L&#8217;imperatore non fu soddisfatto da nessuna delle risposte, e la ricompensa non venne assegnata.</p>
<p>Dopo parecchie notti di riflessione, l&#8217;imperatore decise di andare a trovare un eremita che viveva sulle montagne e che aveva fama di essere un illuminato. Voleva cercarlo per rivolgere a lui le tre domande, pur sapendo che l&#8217;eremita non lasciava mai le montagne e riceveva solo la povera gente, rifiutandosi di trattare con i ricchi e i potenti. Perciò, vestiti i panni di un semplice contadino, ordinò alla sua scorta di attenderlo ai piedi del monte e si arrampicò da solo su per la china in cerca dell&#8217;eremita.</p>
<p>Giunto alla dimora del sant&#8217;uomo, l&#8217;imperatore lo trovò che vangava l&#8217;orto nei pressi della sua capanna.<br />
Alla vista dello sconosciuto, l&#8217;eremita fece un cenno di saluto col capo senza smettere di vangare. La fatica gli si leggeva in volto. Era vecchio, e ogni volta che affondava la vanga per smuovere una zolla, gettava un lamento.<br />
L&#8217;imperatore gli si avvicinò e disse: &#8220;Sono venuto  per chiederti di rispondere a tre domande: qual è il momento migliore per intraprendere qualcosa? Quali sono le persone più importanti con cui collaborare? Qual è  la cosa che più conta sopra tutte?&#8221;.</p>
<p>L&#8217;eremita ascoltò attentamente, ma si limitò a dargli un&#8217;amichevole pacca sulla spalla e riprese a vangare. L&#8217;imperatore disse: &#8220;Devi essere stanco. Sù, lascia che ti dia una mano&#8221;. L&#8217;eremita lo ringraziò, gli diede la vanga e si sedette per terra a riposare.</p>
<p>Dopo aver scavato due solchi, l&#8217;imperatore si fermò e si, rivolse all&#8217;eremita per ripetergli le sue tre domande. Di nuovo quello non rispose, ma si alzò e disse, indicando la vanga: , &#8220;Perché non ti riposi? Ora ricomincio io&#8221;. Ma l&#8217;imperatore continuò a vangare. Passa un&#8217;ora, ne passano due. Finalmente il sole comincia a calare dietro le montagne.</p>
<p>L&#8217;imperatore mise giù la vanga e disse all&#8217;eremita: &#8221;Sono venuto per rivolgerti tre domande. Ma se non sai darmi la risposta ti prego di dirmelo, così me ne ritorno a casa mia&#8221;. L&#8217;eremita alzò la testa e domandò all&#8217;imperatore: &#8220;Non senti qualcuno che corre verso di noi?&#8221;.</p>
<p>L&#8217;imperatore si voltò. Entrambi videro sbucare dal folto degli alberi un uomo con una lunga barba bianca che correva a perdifiato premendosi le mani insanguinate sullo stomaco. L&#8217;uomo puntò verso l&#8217;imperatore, prima di accasciarsi al suolo con un gemito, privo di sensi. Rimossi gli indumenti, videro che era stato ferito gravemente. L&#8217;imperatore pulì la ferita e la fasciò servendosi della propria camicia che però in pochi istanti fu completamente intrisa di sangue. Allora la sciacquò e rifece la fasciatura più volte, finché l&#8217;emorragia  non si fu fermata. Alla fine il ferito riprese i sensi e chiese da bere. L&#8217;imperatore corse al fiume e ritornò con una brocca d&#8217;acqua fresca.</p>
<p>Nel frattempo, il sole era tramontato e l&#8217;aria notturna cominciava a farsi fredda. L&#8217;eremita aiutò l&#8217;imperatore a trasportare il ferito nella capanna  e ad adagiarlo sul suo letto. L&#8217;uomo chiuse gli occhi e  restò immobile. L&#8217;imperatore era sfinito dalla lunga arrampicata e dal lavoro nell&#8217;orto. Si appoggiò al  vano della porta e si addormentò. Al suo risveglio, il sole era già alto. Per un attimo dimenticò dov&#8217;era e cos&#8217;era venuto a fare. Gettò un&#8217;occhiata al letto e vide il ferito che si guardava attorno smarrito.</p>
<p>Alla vista dell&#8217;imperatore, si mise a fissarlo intensamente e gli disse in un sussurro: &#8220;Vi prego, perdonatemi&#8221;. &#8220;Ma di che cosa devo perdonarti?&#8221;, rispose l&#8217;imperatore. &#8216;Voi non mi conoscete, maestà, ma io vi conosco. Ero vostro nemico mortale e avevo giurato di vendicarmi perché nell&#8217;ultima guerra uccideste mio fratello e  vi impossessaste dei miei beni. Quando seppi che andavate da solo sulle montagne in cerca dell&#8217;eremita, decisi di tendervi un agguato sulla via del ritorno e uccidervi. Ma dopo molte ore di attesa non vi eravate ancora fatto vivo, perciò decisi di lasciare il mio nascondiglio per venirvi a cercare. Ma invece di trovare voi mi sono imbattuto nella scorta, che mi ha riconosciuto e mi ha ferito. Per fortuna, sono riuscito a fuggire e ad arrivare fin qui. Se non vi avessi incontrato, a quest&#8217;ora sarei morto certamente. Volevo uccidervi, e invece mi avete salvato la vita! La mia vergogna e la mia riconoscenza sono indicibili. Se vivo, giuro di servirvi per il resto dei miei giorni e di imporre ai miei figli e nipoti di fare altrettanto. Vi prego, concedetemi il vostro perdono&#8221;. L&#8217;imperatore si rallegrò infinitamente dell&#8217;inattesa riconciliazione con un uomo che gli era stato nemico. Non solo lo perdonò, ma promise di restituirgli i beni  e mandargli il medico e i servitori di corte per accudirlo finché non fosse completamente guarito. Ordinò alla sua scorta di riaccompagnarlo a casa, poi andò in cerca dell&#8217;eremita.</p>
<p>Prima di ritornare a palazzo, voleva riproporgli le tre domande per l&#8217;ultima volta. Lo trovò che seminava nel terreno dove il giorno prima avevano vangato.<br />
L&#8217;eremita si alzò e guardò l&#8217;imperatore. &#8220;Ma le tue domande hanno già avuto risposta&#8221;.<br />
&#8220;Come sarebbe?&#8221;, chiese l&#8217;imperatore, perplesso.<br />
&#8220;Se ieri non avessi avuto pietà della mia vecchiaia e non mi avessi aiutato a scavare questi solchi, saresti  stato aggredito da quell&#8217;uomo sulla via del ritorno. Allora ti saresti pentito amaramente di non essere rimasto con me.<br />
Perciò, il momento più importante era quello in cui scavavi i solchi, la persona più importante ero io, e la cosa più importante da fare era aiutarmi. Più tardi, quando è arrivato il ferito, il momento più importante era quello in cui gli hai medicato la ferita, perché se tu non lo avessi curato sarebbe morto e avresti perso l&#8217;occasione di riconciliarti con lui. Per lo stesso motivo, la persona più importante era lui e la cosa più importante da fare era medicare la sua ferita.</p>
<p>Ricorda che <strong>c&#8217;è un unico momento importante: questo</strong>. Il presente è il  solo momento di cui siamo padroni. <strong>La persona più importante è sempre quella con cui siamo</strong>, quella che ci sta di fronte, perché chi può dire se in futuro avremo a che fare con altre persone? <strong>La cosa che più conta sopra tutte è rendere felice la persona che ti sta accanto</strong>, perché solo questo è lo scopo della vita&#8221;.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ifigeniainaulide.wordpress.com/132/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ifigeniainaulide.wordpress.com/132/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ifigeniainaulide.wordpress.com/132/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ifigeniainaulide.wordpress.com/132/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ifigeniainaulide.wordpress.com/132/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ifigeniainaulide.wordpress.com/132/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ifigeniainaulide.wordpress.com/132/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ifigeniainaulide.wordpress.com/132/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ifigeniainaulide.wordpress.com/132/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ifigeniainaulide.wordpress.com/132/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ifigeniainaulide.wordpress.com/132/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ifigeniainaulide.wordpress.com/132/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ifigeniainaulide.wordpress.com/132/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ifigeniainaulide.wordpress.com/132/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ifigeniainaulide.wordpress.com&amp;blog=6743817&amp;post=132&amp;subd=ifigeniainaulide&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Diemme</media:title>
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	</item>
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		<title>Il mondo che creiamo</title>
		<link>http://ifigeniainaulide.wordpress.com/2009/11/25/il-mondo-che-creiamo/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 12:59:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diemme</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il bene e il male]]></category>
		<category><![CDATA[Solidarietà]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi ricordavo questa storia e sono andata a ricercarla in rete: ne ho ritrovato tanti cloni, ma ciò non mi ha fatto desistere dal riproporvela, perché secondo me è molto significativa. **** Dopo una lunga ed eroica vita, un valoroso &#8230; <a href="http://ifigeniainaulide.wordpress.com/2009/11/25/il-mondo-che-creiamo/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ifigeniainaulide.wordpress.com&amp;blog=6743817&amp;post=125&amp;subd=ifigeniainaulide&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ifigeniainaulide.files.wordpress.com/2009/11/samurai-009.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-127" title="samurai-009" src="http://ifigeniainaulide.files.wordpress.com/2009/11/samurai-009.jpg?w=400&#038;h=543" alt="" width="400" height="543" /></a></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:&amp;" lang="IT"><span style="font-size:small;"><em>Mi ricordavo questa storia e sono andata a ricercarla in rete: ne ho ritrovato tanti cloni, ma ciò non mi ha fatto desistere dal riproporvela, perché secondo me è molto significativa.</em></span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:&amp;" lang="IT"><span style="font-size:small;"><em> </em></span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:&amp;" lang="IT"><span style="font-size:small;"><em> </em></span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:&amp;" lang="IT"><span style="font-size:small;"><em> </em></span></span></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:&amp;" lang="IT"><span style="font-size:small;"><em>****</em></span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:&amp;" lang="IT"><span style="font-size:small;">Dopo una lunga ed eroica vita, un valoroso samurai giunse nell&#8217;aldilà e fu destinato al paradiso. Era un tipo pieno di curiosità e chiese di poter dare prima un&#8217;occhiata anche all&#8217;inferno. </span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:&amp;" lang="IT"><span style="font-size:small;">Un angelo lo accontentò e lo condusse all&#8217;inferno. Si trovò in un vastissimo salone che aveva al centro una tavola imbandita con piatti colmi di pietanze succulente e di golosità inimmaginabili, pur tuttavia i commensali, che sedevano tutt&#8217;intorno, erano smunti, pallidi e scheletriti da far pietà.</span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:&amp;" lang="IT"><span style="font-size:small;">&#8220;Com&#8217;e&#8217; possibile?&#8221;, chiese il samurai alla sua guida. &#8220;Con tutto quel ben di Dio davanti!&#8221;.</span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:&amp;" lang="IT"><span style="font-size:small;">&#8220;Vedi,&#8221; rispose l&#8217;angelo, &#8220;quando arrivano qui, ricevono tutti due bastoncini, quelli che si usano come posate per mangiare, solo che sono lunghi più di un metro e devono essere rigorosamente impugnati all&#8217;estremità. Solo così possono portarsi il cibo alla bocca&#8221;.<br />
Il samurai rabbrividì. Era terribile la punizione di quei poveretti che, per quanti sforzi facessero, non riuscivano a mettersi neppur una briciola sotto i denti.</span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:&amp;" lang="IT"><span style="font-size:small;">Non volle vedere altro e chiese di andare subito in paradiso. Qui lo attendeva una sorpresa. Il paradiso era un salone assolutamente identico a quello visto all&#8217;inferno e, nell&#8217;immenso salone, un&#8217;infinita tavolata di gente e un&#8217;identica sfilata di piatti deliziosi. Non solo: tutti i commensali erano muniti degli stessi bastoncini lunghi più di un metro, da impugnare all&#8217;estremità per portarsi il cibo alla bocca.</span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:&amp;" lang="IT"><span style="font-size:small;">C&#8217;era una sola differenza: qui la gente intorno al tavolo era allegra, ben pasciuta, sprizzante di gioia.</span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:&amp;" lang="IT"><span style="font-size:small;">&#8220;Ma com&#8217;e&#8217; possibile?&#8221;, chiese il samurai.</span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:&amp;" lang="IT"><span style="font-size:small;">L&#8217;angelo sorrise.</span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:&amp;" lang="IT"><span style="font-size:small;">&#8220;All&#8217;inferno ognuno si affanna ad afferrare il cibo e portarlo alla propria bocca, perché si sono sempre comportati così nella vita. Qui al contrario, ciascuno prende il cibo con i bastoncini e poi si preoccupa di imboccare il proprio vicino&#8221;.</span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:&amp;" lang="IT"><span style="font-size:small;">L&#8217;inferno e il paradiso sono dentro di noi.</span></span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ifigeniainaulide.wordpress.com/125/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ifigeniainaulide.wordpress.com/125/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ifigeniainaulide.wordpress.com/125/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ifigeniainaulide.wordpress.com/125/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ifigeniainaulide.wordpress.com/125/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ifigeniainaulide.wordpress.com/125/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ifigeniainaulide.wordpress.com/125/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ifigeniainaulide.wordpress.com/125/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ifigeniainaulide.wordpress.com/125/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ifigeniainaulide.wordpress.com/125/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ifigeniainaulide.wordpress.com/125/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ifigeniainaulide.wordpress.com/125/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ifigeniainaulide.wordpress.com/125/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ifigeniainaulide.wordpress.com/125/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ifigeniainaulide.wordpress.com&amp;blog=6743817&amp;post=125&amp;subd=ifigeniainaulide&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Diemme</media:title>
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			<media:title type="html">samurai-009</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Cos&#8217;è bene, cos&#8217;è male</title>
		<link>http://ifigeniainaulide.wordpress.com/2009/10/31/cose-bene-cose-male/</link>
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		<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 16:05:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diemme</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Fatalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Il bene e il male]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;immagine è del dritto e rovescio della medaglia conferita dall&#8217;Accademia di Studi Numismatici al Circolo Filatelico Numismatico Dauno (cliccare sulla foto) **** Fortuna, sfortuna chi può dirlo&#8230; C’era una volta in un lontano paesetto un povero contadino che traeva di &#8230; <a href="http://ifigeniainaulide.wordpress.com/2009/10/31/cose-bene-cose-male/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ifigeniainaulide.wordpress.com&amp;blog=6743817&amp;post=106&amp;subd=ifigeniainaulide&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.circolofilnumdauno.it/vicenza2006.html" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-116" title="Medaglia - dritto e rovescio" src="http://ifigeniainaulide.files.wordpress.com/2009/10/medaglia-dritto-e-rovescio.jpg?w=500&#038;h=238" alt="Medaglia - dritto e rovescio" width="500" height="238" /></a></p>
<p><em>L&#8217;immagine è del dritto e rovescio della medaglia conferita dall&#8217;Accademia di Studi Numismatici al Circolo Filatelico Numismatico Dauno (cliccare sulla foto)</em></p>
<p>****</p>
<p><strong>Fortuna, sfortuna chi può dirlo&#8230;</strong></p>
<p>C’era una volta in un lontano paesetto un povero contadino che traeva di che vivere da un campicello che lavorava assieme alla moglie e al figlio e con l’aiuto di un cavallo. Un giorno il recinto venne lasciato inavvertitamente aperto e il cavallo fuggì.</p>
<p>I vicini, appresa la notizia, esclamarono: “Poveretto, che sfortuna, e adesso come farai a lavorare?”. Il contadino rispose: “Sfortuna, fortuna, e chi può dirlo!” I vicini restarono perplessi nel sentire quella strana risposta. Dopo qualche settimana il cavallo che era scappato tornò portandosi dietro una mandria di cavalli selvaggi che furono rinchiusi nel recinto. I vicini, vedendo tutti quei cavalli, esclamarono: “Che fortuna!” E il contadino ancora una volta rispose: “Fortuna, sfortuna, e chi può dirlo!”</p>
<p>I vicini restarono ancora più perplessi nel sentire quella risposta. Dopo qualche giorno, mentre il figlio stava domando uno dei cavalli, cadde a terra e si ruppe un piede. I vicini subito esclamarono: “Che sfortuna, e adesso come fai?!” E il contadino ancora una volta rispose: “Sfortuna, fortuna, e chi può dirlo!”. I vicini non sapevano più che cosa pensare del vecchio. &#8220;Forse è matto!&#8221;, pensarono. Dopo qualche settimana comparvero in paese alcuni soldati che reclutavano i giovani validi per la guerra. Quando entrarono nella capanna trovarono il giovanotto zoppicante e naturalmente lo scartarono, mentre tutti gli altri giovani furono reclutati.</p>
<p>I vicini non ci videro più: “Che mazzo, che fortuna!” E il vecchio contadino ancora una volta rispose imperturbabile: “Fortuna, sfortuna, e chi può dirlo”.</p>
<p>****</p>
<p>Vi riporto un&#8217;altra storia, che non ho tempo di cercare in rete e quindi vado a memoria.</p>
<p><strong>Le cose spesso non sono come sembrano.</strong></p>
<p>Due angeli, uno più giovane e uno più anziano, visitarono la casa di una famiglia da cui furono trattati in malo modo, furono loro offerti gli avanzi del cibo e messi a dormire nella stalla.</p>
<p>Durante la notte, l&#8217;angelo anziano vide un foro nella parete della stalla e lo riparò.</p>
<p>Si recarono l&#8217;indomani da un&#8217;altra famiglia, che li onorò, li ospitò alla propria tavola riservando loro, del misero pasto a disposzione, la parte migliore, e cedettero ai due angeli il loro letto per farli riposare più comodamente.</p>
<p>La mattina seguente la famigliola trovò la propria vacca, unica sua fonte di sostentamento, stramazzata al suolo, e se ne disperò.</p>
<p>L&#8217;angelo più giovane, sconcertato, chiese a quello anziano: &#8220;Ma come, alla famiglia egoista e arida che ci ha maltrattato tu hai fatto pure i lavori di manutenzione, e a questa che ci ha ospitato con tutti gli onori hai permesso che morisse la mucca?&#8221;.</p>
<p>Allora l&#8217;angelo più anziano rispose: &#8220;Le cose non sono sempre come sembrano, Quando dormivamo nella stalla, ho visto dal buco della parete un grande tesoro, e allora l&#8217;ho coperto affinché quella famiglia che non meritava nulla non lo rinvenisse.&#8221;</p>
<p>&#8220;Ma la mucca morta a questa famiglia? Guardali, sono disperati, come faranno?&#8221;.</p>
<p>&#8220;Stanotte è venuto l&#8217;Angelo della Morte, e voleva portare via la mamma, e io ho insistito perché la lasciasse vivere, e accettasse in cambio la mucca&#8221;.</p>
<p>Le cose spesso non sono come sembrano.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ifigeniainaulide.wordpress.com/106/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ifigeniainaulide.wordpress.com/106/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ifigeniainaulide.wordpress.com/106/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ifigeniainaulide.wordpress.com/106/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ifigeniainaulide.wordpress.com/106/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ifigeniainaulide.wordpress.com/106/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ifigeniainaulide.wordpress.com/106/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ifigeniainaulide.wordpress.com/106/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ifigeniainaulide.wordpress.com/106/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ifigeniainaulide.wordpress.com/106/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ifigeniainaulide.wordpress.com/106/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ifigeniainaulide.wordpress.com/106/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ifigeniainaulide.wordpress.com/106/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ifigeniainaulide.wordpress.com/106/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ifigeniainaulide.wordpress.com&amp;blog=6743817&amp;post=106&amp;subd=ifigeniainaulide&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Diemme</media:title>
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			<media:title type="html">Medaglia - dritto e rovescio</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>La formica produttiva</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 08:56:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diemme</dc:creator>
				<category><![CDATA[Inefficienza]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel mio ufficio, a fronte di un sottodimensionamento di personale per cui non si riesce a far fronte a tutto il lavoro, anziché mandarci il personale richiesto a supporto hanno inviato un nuovo supervisore. Questo mi ha ricordato una storiella &#8230; <a href="http://ifigeniainaulide.wordpress.com/2009/10/21/la-formica-produttiva/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ifigeniainaulide.wordpress.com&amp;blog=6743817&amp;post=96&amp;subd=ifigeniainaulide&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-98" title="formica" src="http://ifigeniainaulide.files.wordpress.com/2009/10/formica.jpg?w=296&#038;h=299" alt="formica" width="296" height="299" /><em></em></p>
<p><em>Nel mio ufficio, a fronte di un sottodimensionamento di personale per cui non si riesce a far fronte a tutto il lavoro, anziché mandarci il personale richiesto a supporto hanno inviato un nuovo supervisore. Questo mi ha ricordato una storiella (tutto il mondo è paese) che sono andata a ricercare in rete e che vi propongo volentieri. DM</em>.</p>
<p>***</p>
<p>Tutti i giorni, molto presto, arrivava in ufficio la Formica produttiva e felice. Lì trascorreva i suoi giorni, lavorando e canticchiando una vecchia canzone d&#8217;amore.<br />
Era produttiva e felice ma, ahimè, non era supervisionata.</p>
<p>Il Calabrone, gestore generale, considerò la cosa impossibile e creò il posto di supervisore, per il quale assunsero uno Scarafaggio con molta esperienza. La prima preoccupazione dello Scarafaggio fu standardizzare l&#8217;ora di entrata e di uscita e preparò anche dei bellissimi report. Ben presto fu necessaria una segretaria per aiutare a preparare i report, e quindi assunsero una Ragnetta, che organizzò gli archivi e si occupò del telefono.</p>
<p>Intanto la formica produttiva era felice e continuava a lavorare.</p>
<p>Il Calabrone, gestore generale, era incantato dai report dello scarafaggio supervisore, e così finì col chiedere anche quadri comparativi e grafici, indicatori di gestione ed analisi delle tendenze. Fu quindi necessario assumere una Mosca aiutante del supervisore e fu necessario un nuovo computer con stampante a colori.</p>
<p>Ben presto la Formica produttiva e felice smise di canticchiare le sue melodie e cominciò a lamentarsi di tutto il movimento di carte che c&#8217;era da fare.</p>
<p>Il Calabrone pertanto concluse che era giunto il momento di adottare delle nuove misure: crearono la posizione di gestore dell&#8217;area dove lavorava la Formica produttiva e felice. L&#8217;incarico fu dato ad una Cicala, che mise la moquette nel suo ufficio e fece comprare una poltrona speciale.<br />
Il nuovo gestore di area chiaramente ebbe bisogno di un nuovo computer, e quando si ha più di un computer è necessaria una Intranet.<br />
Il nuovo gestore ben presto ebbe bisogno di un assistente (Remora, già suo aiutante nell&#8217;impresa precedente), che l&#8217;aiutasse a preparare il piano strategico e il budget per l&#8217;area dove lavorava la Formica produttiva e felice.</p>
<p>La Formica non canticchiava più ed ogni giorno si faceva più irascibile.</p>
<p>&#8220;Prima o poi dovremmo commissionare uno studio sull&#8217;ambiente lavorativo&#8221; disse la Cicala.<br />
Ma un giorno il gestore generale, mentre rivedeva il bilancio, si rese conto che l&#8217;unità nella quale lavorava la Formica produttiva e felice non rendeva piu tanto.<br />
E cosi contattò il Gufo, prestigioso consulente, perchè facesse una diagnosi della situazione.<br />
Il Gufo rimase tre mesi negli uffici ed emise un cervellotico report di vari volumi e di vari milioni di euro, che concludeva con la frase: &#8220;Troppa gente lavora in questo ufficio.&#8221;<br />
Cosi il gestore generale seguì il consiglio del consulente e licenziò la Formica (ormai ben lungi dall&#8217;essere felice).</p>
<p>Morale: Non ti venga mai in mente di essere una Formica produttiva e felice: è preferibile essere inutile e incompetente, perchè è risaputo che gli incompetenti non hanno bisogno di supervisori. Se nonostante tutto sei produttivo, non mostrarti mai felice, perchè non te lo perdonerebbero: inventati ogni tanto qualche disgrazia, qualcosa che generi compassione. Se invece ti ostini ad essere una Formica produttiva e felice, mettiti in proprio: almeno non vivranno sulle tue spalle calabroni, scarafaggi, ragnetti, mosche, cicale, remore e gufi.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ifigeniainaulide.wordpress.com/96/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ifigeniainaulide.wordpress.com/96/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ifigeniainaulide.wordpress.com/96/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ifigeniainaulide.wordpress.com/96/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ifigeniainaulide.wordpress.com/96/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ifigeniainaulide.wordpress.com/96/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ifigeniainaulide.wordpress.com/96/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ifigeniainaulide.wordpress.com/96/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ifigeniainaulide.wordpress.com/96/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ifigeniainaulide.wordpress.com/96/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ifigeniainaulide.wordpress.com/96/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ifigeniainaulide.wordpress.com/96/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ifigeniainaulide.wordpress.com/96/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ifigeniainaulide.wordpress.com/96/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ifigeniainaulide.wordpress.com&amp;blog=6743817&amp;post=96&amp;subd=ifigeniainaulide&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Maternità e paternità</title>
		<link>http://ifigeniainaulide.wordpress.com/2009/10/19/maternita-e-paternita/</link>
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		<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 20:41:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diemme</dc:creator>
				<category><![CDATA[Maternità e paternità]]></category>

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		<description><![CDATA[Racconto tratto dal sito www.piccolestorie.it Autore: Bruno Ferrero &#8211; Libro: Cerchi nell&#8217;Acqua Casa Editrice: ElleDiCi *** Il debito Un uomo molto ricco aveva tanti debitori. Quando fu assai avanti negli anni, chiamò un giorno alcuni di quelli che gli dovevano &#8230; <a href="http://ifigeniainaulide.wordpress.com/2009/10/19/maternita-e-paternita/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ifigeniainaulide.wordpress.com&amp;blog=6743817&amp;post=30&amp;subd=ifigeniainaulide&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="color:#0000ff;font-family:Verdana;"><img class="size-full wp-image-87 alignleft" title="Peso maternità" src="http://ifigeniainaulide.files.wordpress.com/2009/10/peso-maternita.jpg?w=240&#038;h=320" alt="Peso maternità" width="240" height="320" />Racconto tratto dal sito <a href="http://www.piccolestorie.it">www.piccolestorie.it</a></span></strong></p>
<h3 class="medium">Autore: Bruno Ferrero &#8211; Libro: Cerchi nell&#8217;Acqua<br />
Casa Editrice: ElleDiCi</h3>
<p>***</p>
<p><strong><em>Il debito</em></strong></p>
<p>Un uomo molto ricco aveva tanti debitori.</p>
<p>Quando fu assai avanti negli anni, chiamò un giorno alcuni di quelli che gli dovevano più denaro e disse: &#8220;Se non mi potete restituire oggi quanto mi dovete e giurate solennemente di pagare i vostri debiti nella vostra vita futura, io brucerò le cambiali che mi avete firmato&#8221;.</p>
<p>Il primo debitore gli doveva una piccola somma. Giurò che nella vita futura avrebbe accettato di essere il cavallo del creditore e lo avrebbe portato in giro sulla groppa dovunque volesse andare.<br />
Il vecchio accettò l&#8217;offerta e bruciò le carte con il suo debito.</p>
<p>Il secondo debitore doveva una somma più grossa e promise: &#8220;Io sono pronto a diventare nell&#8217;altra vita il tuo bue. Tirerò l&#8217;aratro per arare i campi e i tuoi carri di fieno e così pagherò il mio debito&#8221;.<br />
Il vecchio accettò e bruciò le cambiali del secondo debitore.</p>
<p>Per ultimo toccò a un uomo che aveva un debito enorme:<br />
&#8220;Per ripagare il mio debito &#8211; disse &#8211; nella vita futura sarò tuo padre&#8221;.<br />
Il vecchio andò su tutte le furie, prese un bastone e stava per picchiare il debitore irriverente.<br />
L&#8217;altro lo fermò e disse: &#8220;Lasciami spiegare prima di picchiarmi. Il mio debito è enorme, non posso certo ripagarlo diventando solo il tuo bue o il tuo cavallo. Sono pronto ad essere tuo padre. Così lavorerò giorno e notte per te, ti proteggerò quando sarai piccolo e veglierò su dite fino a quando sarai cresciuto. Affronterò qualsiasi sacrificio rischierò anche la vita perché a te non manchi nulla, e alla mia morte ti lascerò tutte le ricchezze che avrò accumulato. Non è molto di più che farti da bue e da cavallo? Non è una buona proposta per pagare il mio debito?&#8221;.</p>
<p>***</p>
<p><em><strong>Perché mi hai fatto nascere?</strong></em></p>
<p>Una figlia si voltò con scatto viperino verso la madre ed esclamò: &#8220;Se ti do tanto fastidio perchè mi hai fatto nascere?&#8221;.<br />
La madre ci rimase male, ma la figlia aveva ragione.<br />
Decidere di avere un figlio è contrarre con quella persona il debito più grande che la mente umana possa immaginare.</p>
<p>C&#8217;è qualche cosa di più grande che dire a uno che non c&#8217;è: &#8220;D&#8217;ora in poi tu esisti perché io lo voglio&#8221;?</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ifigeniainaulide.wordpress.com/30/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ifigeniainaulide.wordpress.com/30/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ifigeniainaulide.wordpress.com/30/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ifigeniainaulide.wordpress.com/30/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ifigeniainaulide.wordpress.com/30/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ifigeniainaulide.wordpress.com/30/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ifigeniainaulide.wordpress.com/30/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ifigeniainaulide.wordpress.com/30/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ifigeniainaulide.wordpress.com/30/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ifigeniainaulide.wordpress.com/30/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ifigeniainaulide.wordpress.com/30/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ifigeniainaulide.wordpress.com/30/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ifigeniainaulide.wordpress.com/30/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ifigeniainaulide.wordpress.com/30/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ifigeniainaulide.wordpress.com&amp;blog=6743817&amp;post=30&amp;subd=ifigeniainaulide&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Peso maternità</media:title>
		</media:content>
	</item>
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		<title>La vera bellezza</title>
		<link>http://ifigeniainaulide.wordpress.com/2009/08/22/la-vera-bellezza/</link>
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		<pubDate>Sat, 22 Aug 2009 10:50:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diemme</dc:creator>
				<category><![CDATA[Solidarietà]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Se non me lo lasci fare non potrò andare a scuola! Mi vergognerei troppo&#8230; È terribiÌmente importante, mamma!&#8221;. Elena scoppiò a piangere. Era la sua arma più efficace. &#8220;Uffa, fa&#8217; come vuoi&#8230;&#8221; brontolò la madre, sbattendo il cucchiaino nel lavello. &#8230; <a href="http://ifigeniainaulide.wordpress.com/2009/08/22/la-vera-bellezza/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ifigeniainaulide.wordpress.com&amp;blog=6743817&amp;post=79&amp;subd=ifigeniainaulide&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_80" class="wp-caption alignnone" style="width: 442px"><img class="size-full wp-image-80" title="Foto da My sister's keeper" src="http://ifigeniainaulide.files.wordpress.com/2009/08/foto-da-my-sisters-keeper.jpg?w=432&#038;h=291" alt="Foto da My sister's keeper" width="432" height="291" /><p class="wp-caption-text">Immagine dal film My sister&#39;s keeper  con Cameron Diaz</p></div>
<p>&#8220;Se non me lo lasci fare non potrò andare a scuola! Mi vergognerei troppo&#8230; È terribiÌmente importante, mamma!&#8221;. Elena scoppiò a piangere. Era la sua arma più efficace.<br />
&#8220;Uffa, fa&#8217; come vuoi&#8230;&#8221; brontolò la madre, sbattendo il cucchiaino nel lavello. &#8220;Sembrerai un mostro. Peggio per te&#8221;.</p>
<p>In altre 23 famiglie stava avvenendo una scenetta più o meno simile. Erano i ragazzi della Seconda B della Scuola Media &#8220;Carlo Alberto di Savoia&#8221;. Per quel giorno avevano preso una decisione importante. Ma gli allievi della Seconda B erano 25.</p>
<p>In effetti, solo nella venticinquesima famiglia, le cose stavano andando in un modo diverso, Elisabetta era un concentrato di apprensione, la mamma e il papà cercavano di incoraggiarla.</p>
<p>Era la quindicesima volta che la ragazzina correva a guardarsi allo specchio.<br />
&#8220;Mi prenderanno in giro, lo so. Pensa a Marisa che non mi sopporta o a Paolo che mi chiama &#8216;canna da pesca&#8217;&#8230; Non aspetteranno altro&#8221;. Grossi lacrimoni salati ricominciarono a scorrere sulle guance della ragazzina. Cercò di sistemarsi il cappellino sportivo che le stava un po&#8217; largo.</p>
<p>Il papà la guardò con la sua aria tranquilla: &#8220;Coraggio Elisabetta. Ti ricresceranno presto. Stai reagendo molto bene alla cura e fra qualche mese starai benissimo&#8221;.</p>
<p>&#8220;Sì, ma guarda!&#8221;. Elisabetta indicò con aria affranta la sua testa che si rifletteva nello specchio, lucida e rosea.<br />
La cura contro la leucemia che l&#8217;aveva colpita due mesi prima le aveva fatto cadere tutti i capelli.</p>
<p>La mamma la abbracciò: &#8220;Forza Elisabetta. Si abitueranno presto, vedrai&#8230;&#8221;.</p>
<p>Elisabetta tirò su con il naso, si infilò il cappellino, prese lo zainetto e si avviò. Davanti alla porta della Seconda B, il cuore le martellava forte. Chiuse gli occhi ed entrò. Quando riaprì gli occhi per cercare il suo banco, vide qualcosa di strano. Tutti, ma proprio tutti, i suoi compagni avevano un cappellino in testa, si voltarono verso di lei e sorridendo si tolsero il cappello esclamando: &#8220;Bentornata Elisabetta!&#8221;.</p>
<p>Erano tutti rasati a zero, anche Marisa cosi fiera dei suoi riccioli, anche Paolo, anche Elena e Giangi e Francesca&#8230; tutti. Si alzarono e abbracciarono Elisabetta che non sapeva se piangere o ridere e mormorava soltanto: &#8220;Grazie&#8230;&#8221;.</p>
<p>Dalla cattedra, sorrideva anche il professor Donati, che non si era rasato i capelli, perché era pelato di suo e aveva la testa come una palla da biliardo.</p>
<p>&#8212;-</p>
<p>Storia trovata su www.piccolestorie.it, fonte indicata:<br />
Autore: Bruno Ferrero &#8211; Libro: Ma Noi Abbiamo le Ali<br />
Casa Editrice: ElleDiCi</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ifigeniainaulide.wordpress.com/79/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ifigeniainaulide.wordpress.com/79/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ifigeniainaulide.wordpress.com/79/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ifigeniainaulide.wordpress.com/79/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ifigeniainaulide.wordpress.com/79/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ifigeniainaulide.wordpress.com/79/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ifigeniainaulide.wordpress.com/79/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ifigeniainaulide.wordpress.com/79/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ifigeniainaulide.wordpress.com/79/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ifigeniainaulide.wordpress.com/79/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ifigeniainaulide.wordpress.com/79/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ifigeniainaulide.wordpress.com/79/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ifigeniainaulide.wordpress.com/79/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ifigeniainaulide.wordpress.com/79/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ifigeniainaulide.wordpress.com&amp;blog=6743817&amp;post=79&amp;subd=ifigeniainaulide&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Diemme</media:title>
		</media:content>

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			<media:title type="html">Foto da My sister's keeper</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Grazie, Barcelona!</title>
		<link>http://ifigeniainaulide.wordpress.com/2009/06/01/grazie-barcelona/</link>
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		<pubDate>Mon, 01 Jun 2009 18:09:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diemme</dc:creator>
				<category><![CDATA[Solidarietà]]></category>

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		<description><![CDATA[Champions Messi, il gol del destino la &#8220;Pulce&#8221; vola sopra tutti Messi è stato il protagonista della finale di Champions: ha segnato il secondo gol, ha oscurato Cristiano Ronaldo e si candida a vincere il pallone d&#8217;oro di ANDREA SORRENTINO &#8230; <a href="http://ifigeniainaulide.wordpress.com/2009/06/01/grazie-barcelona/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ifigeniainaulide.wordpress.com&amp;blog=6743817&amp;post=69&amp;subd=ifigeniainaulide&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><img class="size-full wp-image-76 alignleft" title="bimbo vola" src="http://ifigeniainaulide.files.wordpress.com/2009/05/bimbo-vola.jpg?w=231&#038;h=481" alt="bimbo vola" width="231" height="481" />Champions</h2>
<h1><!-- inizio TITOLO --><strong>Messi, il gol del destino<br />
la &#8220;Pulce&#8221; vola sopra tutti</strong><!-- fine TITOLO --></h1>
<h3><!-- inizio SOMMARIO -->Messi è stato il protagonista della finale di Champions: ha segnato il secondo gol, ha oscurato Cristiano Ronaldo e si candida a vincere il pallone d&#8217;oro<br />
<!-- inizio FIRMA --><span><em>di ANDREA SORRENTINO</em></span><!-- fine FIRMA --><!-- fine SOMMARIO --></h3>
<p> <br />
<strong>ROMA -</strong> La Pulce vola in sospensione, su su in alto, lei che è la più piccola in campo e invece adesso, in questo istante che dura un secolo e che la avvicina alla gloria, alla Champions e a tutti i possibili premi individuali del 2009, sembra tanto più grande degli altri.</p>
<p>Rimane in aria, la Pulce, quello che serve ad arrampicarsi sul pallone e oltre Rio Ferdinand, che stasera pare chiuso in un busto di marmo di Carrara. Il cross di Xavi è una piuma che sale leggera verso l&#8217;area e la Pulce, Leo Messi, sa che non fallirà.</p>
<p>Il colpo di testa non è nel suo repertorio e infatti arriva all&#8217;impatto un po&#8217; storto, sghembo, colpisce quasi con l&#8217;orecchio sinistro, in definitiva di tempia, eppure la palla va dove deve andare, nell&#8217;angolo di là, oltre i 2 metri e le braccia da deltaplano di Van der Sar, oltre il Manchester United, oltre la paura.</p>
<p>Poi è rete, il 2-0 e la Champions League, cioè tutto, perché questo è un anno di grazia. Per Leo Messi e per il Barcellona, per Pep Guardiola e per tutta la &#8220;cantera&#8221;, il vivaio.</p>
<p>E&#8217; triplete: Liga, Champions League e Coppa del Re. La squadra più forte che ci sia adesso ma anche, sospettano in Spagna, la migliore che sia mai esistita. Per Messi è la consacrazione definitiva: Pallone d&#8217;oro e Fifa World Player hanno già un vincitore, inutile aspettare l&#8217;inverno.</p>
<p>Cristiano Ronaldo ha acceso la partita con tre spaventose fiammate nei primi nove minuti, poi si è spento pian piano, mentre Leo ha iniziato timidino, ma alla fine si è preso tutto. E alla fine, prima della consegna della coppa, gli scappa pure qualche lacrima, abbracciato a Sylvinho.</p>
<p><!--inserto--><!-- OAS AD 'Middle' - da inserire per 200x200 --><!--script language="javascript" type="text/javascript"&gt;OAS_RICH('Middle');&lt;/script--><!--/inserto-->Il gol di Messi è il suo trentottesimo, tanto per far capire che stagione è stata. Nove in Champions, e capocannoniere d&#8217;Europa senza discussioni. Ventitré in campionato, solo Eto&#8217;o ha fatto meglio di lui (29). E altri sei in Coppa del Re. La ciliegina è questo gol in finale, appena il secondo di testa su 38.</p>
<p>La finale del 2006 vinta a Parigi se l&#8217;era vista dalla tribuna, perché si era infortunato negli ottavi: &#8220;Non ho mai sentito mia quella vittoria, al punto che non partecipai neppure ai festeggiamenti, non mi si vede in nessuna foto&#8221;, ha confessato nei giorni scorsi con quella sua vocina fessa, da timido irrimediabile, che poi è la disperazione di chiunque lo intervisti.</p>
<p>Semplicemente, Leo Messi fuori dal campo non ha mai nulla da dire. Lui vive solo dentro la partita e dietro al pallone.</p>
<p>Se n&#8217;era accorta subito la nonna, quando il piccolo Leo (sarebbe rimasto sempre piccolo, in effetti) a quattro anni passava le giornate a Rosario, in Argentina, appiccicato al pallone, al punto che la signora lo portò a giocare in una squadra di pulcini, anche se l&#8217;età minima era di sei anni. Segnava sempre, in tutte le partite, raccontano anche cento gol a campionato, con quella sua velocità assurda.</p>
<p>Finché il Barcellona se ne accorse, e a tredici anni lo portò in Catalogna. Lo sottopose a cure ormonali contro il nanismo che lo affliggeva, credette in lui, fece arrivare i genitori dall&#8217;Argentina per stargli vicino e trovò un lavoro al papà.</p>
<p>La Pulce ieri sera ha ringraziato. A modo suo.<br />
<!-- fine TESTO --><br />
(<em><!-- inizio DATA -->28 maggio 2009<!-- fine DATA --></em>)</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/sport/calcio/champions_league/finale-a-roma/messi/messi.html">http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/sport/calcio/champions_league/finale-a-roma/messi/messi.html</a></p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/sport/calcio/champions_league/finale-a-roma/messi/messi.html"></a></p>
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		<title>Lo stupro</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Apr 2009 08:33:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diemme</dc:creator>
				<category><![CDATA[Solidarietà]]></category>

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		<description><![CDATA[Navigando su youtube di video in video, arrivo a questo che doveva essere &#8220;comico&#8221;, e vengo a conoscenza di una realtà sconvolgente.   I campi di stupro. Non stupri in guerra, terribili e sconvolgenti, ma comunque attribuibili alla bestialità del &#8230; <a href="http://ifigeniainaulide.wordpress.com/2009/04/25/lo-stupro/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ifigeniainaulide.wordpress.com&amp;blog=6743817&amp;post=60&amp;subd=ifigeniainaulide&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Navigando su youtube di video in video, arrivo a questo che doveva essere &#8220;comico&#8221;, e vengo a conoscenza di una realtà sconvolgente.</p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://ifigeniainaulide.wordpress.com/2009/04/25/lo-stupro/"><img src="http://img.youtube.com/vi/u72g3ZMR9Hc/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p> </p>
<p>I campi di stupro. Non stupri in guerra, terribili e sconvolgenti, ma comunque attribuibili alla bestialità del singolo, ma sistematica tecnica di guerra, uccidere l&#8217;anima, come nella migliore tradizione nazista.</p>
<p>Vado su Google e cerco &#8220;campi di stupro&#8221;. Arrivo al secondo articolo e cedo, non ce la faccio a leggere. Qualcuno ci dica come aiutare queste donne. Qualcuno ci aiuti ad aiutare l&#8217;umanità che subisce ogni forma di violenza.</p>
<p>Vi riporto uno degli articoli letti, [fonte: <a href="http://blog.parrocchiatrebaseleghe.org/index.php?p=76&amp;more=1&amp;c=1&amp;tb=1&amp;pb=1">http://blog.parrocchiatrebaseleghe.org/index.php?p=76&amp;more=1&amp;c=1&amp;tb=1&amp;pb=1</a> ] dalla quele ometterò i dettagli, visto che la violenza è un cancro universale. Chi fosse interessato all&#8217;articolo completo, può leggerlo direttamente dalla fonte.</p>
<p>*****</p>
<h2>Congo, la donna è un campo di battaglia. Lo stupro una strategia di guerra</h2>
<p>Riporto questo articolo dal sito del Corriere. Ogni commento personale mi pare superfluo. «Devo proteggermi» sussurra l’uomo in camice bianco. «Ho imparato a essere insensibile per poter curare pazienti che perdono urina e materia fecale dopo che lo stupro di gruppo le ha lacerate. Donne torturate con bastoni, coltelli, baionette esplose dentro i loro corpi rimasti senza vagina, vescica, retto. Ragazze alle quali devo dire: mademoiselle, lei non ha più un apparato genitale, non diventerà mai una donna». Dieci anni fa, una giovane violentata a cento metri da qui si è trascinata da lui. Da allora, nel suo ospedale Panzi a Bukavu, il ginecologo Denis Mukwege ha operato 25 mila vittime di stupri efferati e ne ha medicato altrettante nei villaggi, condannato a leggere nei loro corpi gli scempi di questo cruciale lembo d’Africa, [...] sulle rive di un lago beffardamente incantevole a ridosso della frontiera con il Ruanda.</p>
<p>Cinque milioni di morti dal ’98 al 2002, nel conflitto più sanguinoso del globo dopo la seconda guerra mondiale. Poi i ribelli impazziti, i villaggi cancellati, la missione dell’Onu Monuc &#8211; la più imponente, con 17 mila caschi blu &#8211; capace solo di contare i morti dopo battaglie sbrigativamente attribuite a faide etniche e che invece mirano al controllo di immense e maledette ricchezze minerarie: oro, tantalio, diamanti.</p>
<p>Lo stupro, qui, è l’arma affilata di una guerra che da tempo ha perduto la linea del fronte. La strategia primordiale di tutte le sigle paramilitari [...]. Violenza sistematica, compiuta davanti a figli e mariti: annientare le donne è un metodo veloce e sicuro per riuscire a mutilare intere comunità, spaccandole in un’invincibile vergogna.</p>
<p>Corpi sfioriti come quello di Elise Mukumbila, maschera di rughe e livore: nelle credenze tribali, forzare un’anziana porta ricchezza, così i Mai Mai hanno abusato di Elise per mesi, nella foresta a nord di Goma, lasciandole l’Hiv. La incontro a Goma, nel piccolo centro di Univie Sida, associazione locale che convince le donne sieropositive del fatto che la vita può, deve continuare.</p>
<p>E corpi di bambine come Valentine, orfana dodicenne, perché violare una vergine rende immortali. Lei ha perso la parola dopo i ripetuti stupri di gruppo, ha la gonna fradicia di urina per una fistola mai curata: la sorella maggiore vuole nascondere la tragedia agli altri sfollati nel campo di Buhimba, poco lontano da Goma, dicendo a tutti che il sorriso vuoto della bimba non è che una pazzia senza nome.</p>
<p>A Bukavu Janette Mapengo, 31 anni, mi si avvicina zoppicando. Gli otto hutu che l’hanno violentata nella sua capanna costringevano il marito a guardare, per poi seccarlo con una pallottola in fronte ed esplodere su Janette altri tre colpi, appena lei ha osato urlare. Alza la gonna scolorita mostrando l’arto di plastica: all’ospedale Panzi le è stata amputata la gamba destra maciullata dagli spari.</p>
<p>Janette piange piano: «Sono inutile».</p>
<p>Françoise Mukeina ha 43 anni, undici figli, occhi color miele: «Cento hutu ci hanno prese in otto dal villaggio, a Shabunda, tenendoci schiave nella foresta per due anni, nutrite con gli avanzi, violentate a turno ogni giorno, marchiate col fuoco. Quando mi hanno mandato a fare legna sono fuggita. Ho dolori che non finiscono mai ma ringrazio Dio: io sono viva, le altre no». [...].</p>
<p>Ma per ora, qui, domina l’impunità: [...] «Sta per arrivare un inviato della Corte dell’Aja» rivela. «Dovrà capire se esistono prove sufficienti a denunciare per stupro i signori della guerra».</p>
<p>Delle 58 condanne eseguite a Bukavu nel 2008 (su 353 denunce), solo 9 riguardavano militari, ma rispondevano anche di altri delitti. «Se a soffrire fossero gli uomini e non le donne» dice sommesso il dottor Mukwege «la comunità internazionale avrebbe già trovato una soluzione».</p>
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